5 piante per festeggiare il Solstizio d'inverno e la rinascita del SOLE! Il GINEPRO

18/12/2020
GINEPRO
Juniperus communis
Cupressaceae

Un legno magico.
Prezioso il legno del ginepro ed il suo balsamico profumo.
Teneva lontano le serpi ed i peccati da questi simboleggiati, allontanava il Maligno, le malattie e le streghe.
Il suo legno, riprendendo alcune usanze pagane poi cristianizzate in una leggenda medievale, venne impiegato per fabbricare la Croce del Cristo; simbologia cui si rimanda anche per la sua capacità di resistere al tempo non essendo attaccato dai tarli, come ricorda Virgilio, e pertanto duraturo, quasi immortale.
Bruciare un ramo di ginepro la notte di Natale, di San Silvestro e dell'Epifania e conservare il suo carbone per rimedi superstiziosi era ancora praticato agli inizi del Novecento nelle campagne emiliane.
Il succo dei frutti e delle foglie guariva dai morsi di vipere ed altri animali velenosi.
Rami di ginepro venivano appesi nelle stalle e nelle case e se ne ricoprivano i pavimenti affinché purificassero l'aria.

Ginepro nella tradizione: proprietà.
I frutti (galbuli), chiamati impropriamente bacche, sono utilizzati in cucina nella preparazione di carni e pesci favorendo la digestione tonificando lo stomaco.
Ottime per affumicare i prosciutti, insuperabili per aromatizzare liquori di grano il cui più famoso è il gin.
Le “bacche” fresche favoriscono la vasodilatazione bronchiale.
Le articolazioni riprendono vigore grazie al distillato in corrente di vapore, mentre la giovane foglia allontana gli insetti con il suo intenso profumo.
In Garfagnana, appeso fuori dalle stalle allontanava il “Buffardello”, uno spiritello giocoso che era solito divertirsi facendo scherzi e spaventando il bestiame.
In Toscana, nei paesi di campagna e collina, si sceglieva nel bosco un esemplare di ginepro da adornare nelle case quale albero di Natale.

Scopriamo il ginepro.
Piccolo albero di forma colonnare o arbusto espanso, si trova nei pascoli fino a 1500 m di altitudine, nella macchia e nei boschi aridi.
I galbuli (le bacche) sono prodotte dagli esemplari femminili, dapprima verdi poi blu-viola possono impiegare fino a tre anni per maturare.
Le foglie intensamente balsamiche sono aghiformi ed appuntite.
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